Nel mondo il modo di fare informazione sta subendo una trasformazione (iniziata qualche anno fa), lo stato della “mutazione” è in costante evoluzione, i nuovi social network del settore come spot.us (ma da poco anche twitter fa la sua parte) si basano sul crowdsourcing, non ci sono differenze tra chi fa informazione (blogger o giornalista freelancer) , quello che conta è l’informazione, sempre se questa, è basata su fonti e dati inconfutabili. Questo, secondo alcuni, ha scatenato il panico tra i giornalisti che io definisco “appartenenti alla casta”, ovvero quelle persone che temono che il loro ruolo di intoccabile venga messo in dubbio, dall’ultimo blogger che si improvvisa divulgatore… La questione secondo me è la seguente: se io sono un professionista che fa informazione di qualità non devo temere nessuno, se qualcuno si trova nel panico è perchè ha un problema con il suo modo di lavorare, la cosa peggiore che si possa fare è screditare qualcuno in modo da prevalere con un prodotto di scarsa qualità. Sull’argomento ne hanno parlato Luca Sofri in questo articolo (che riporto in parte, ma anche in questo)

Adesso stiamo esagerando col panico da professione in via d’estinzione. David Pogue del New York Times – sotto accusa per conflitto di interessi – sichiama fuori dalla categoria dei giornalisti.

Mentre Luca de Biase, qui scrive sul termine “comunicazione dal basso”:

è ora di smettere di usare la locuzione “comunicazione dal basso”. Perché è una locuzione succube della struttura gerarchica, mentre oggi è più interessante parlare delle conseguenze della struttura di rete. Nella quale l’alto e il basso si conquista sul campo, in funzione del servizio che si svolge nell’ecosistema.

e segnala un nuovo modo di fare giornalismo attraverso Twitter:

Il New York Times pensa di costruire un sistema per seguire in modo organizzato i tweet specializzati su vari argomenti. E’ un’attività editoriale e giornalistica che dovrebbe aggiungere una sorta di contestualizzazione alle notizie emergenti su Twitter, facilitandone l’utilizzazione come fonte di informazione.

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